Dubliners and Fundraising

Come faccio fundraising in Irlanda

Unwrapped Spacchettato Ottobre 25, 2007

Archiviato in: About Virginia, Oxfam — Virginia @ 6:27 pm

Si avvicina il giorno del LANCIO di “Unwrapped”, letteralmente “disimpacchettati”, il catalogo dei regali di Oxfam. Come vi dicevo in un vecchio post, Uwrapped è il progetto di cui mi occuperò in prima persona (insieme a tanti altri, perchè è qualcosa di molto grande ed impegnativo).

I regali di Oxfam funzionano così: quest’anno decido di regalare a tutti i miei amici una capra; ogni capra mi costa circa 35€. La capra va in Africa, dove serve di più, e i miei amici ricevono un bel bigliettino calamitato nel quale c’è scritto che io ho regalato loro una bella capretta, ma che l’abbiamo spedita a chi sa bene come utilizzarla. Beeeee….
La capra non è l’unico regalo, anche se è certamente il più venduto: puoi comprare dei preservativi, un pasto per due (che verrà dato a due orfani di AIDS), una mucca, un pozzo per l’acqua, un fornello su cui cucinare, un gabinetto, un kit per l’igiene personale, un finanziamento per una mini-impresa e tanto altro ancora.

Come funziona Unwrapped

Il lancio di Oxfam Unwrapped sarà il primo novembre: quel giorno sarà accessibile il nuovo catalogo online, i negozi di Oxfam appenderanno i manifesti e promuoveranno il catalogo, partirà la promozione (di cui vi potrò parlare solo quando sarà partita!), saranno aperti gli ordini, e così via.

Io gestirò i rapporti con i negozi di Oxfam (rifornimenti di materiale e altro), nonchè le ordinazioni che perverranno direttamente in ufficio.
…Ok, non è propriamente fundraising, ma va bene lo stesso.

Quindi se non sapete che regalo fare a Natale ai vostri amici, parenti, conoscenti, colleghi… stay tuned!

Appena mi sarà possibile vi parlerò di come intendono promuovere Unwrapped… ci sono una serie di idee molto molto interessanti di guerrilla marketing e di viral marketing per gli appassionati del settore, consigliate da un’agenzia di pubbliche relazioni dublinese.

Unwrapped Chicken

 

Howth Ottobre 22, 2007

Archiviato in: Dublino, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 8:28 pm

La mia prima scampagnata fuori città… e mi innamoro ancora una volta dell’Irlanda.
Howth (non ho idea di come si pronunci: hut, hout, haut, haus, housh…) è un paesino a nord di Dublino, a non più di 20 minuti di treno, che si affaccia sul mare. Dublino non è come Milano o Roma, città che si estendono all’infinito; Dublino a un certo punto finisce e comincia la campagna. E Howth è adorabile, sembra di stare a migliaia di chilometri di distanza dal centro città, dallo smog, dalla gente.

C’è il porticciolo, il faro, si passeggia sul lungomare, si sale la collina a piedi e si vede dall’alto un panorama incredibile! E’ addirittura pieno di bambini che giocano e di cani a passeggio, entrambe categorie di esseri viventi che scarseggiano decisamente in città. C’è anche una piccola rientranza, sul porto, in cui si radunano le foche e i leoni marini per guardare i passanti incuriositi. E ti guardano, ti guardano, ti guardano…

Sono andata col treno insieme a Naiara, la mia coinquilina basca (non spagnola!), Marco e Jacek, un nuovo amico del sabato sera, polacco. Vento a parte (e hangover a parte, ndr), è stato un pomeriggio bellissimo. Soprattutto grazie all’Irlanda.

Sotto inserisco alcune delle delle foto che ho scattato ieri; anzi, di fianco, tra le foto di flickr, perchè non sto riuscendo a caricare le immagini.

 

Trasparente come il vetro Ottobre 19, 2007

Archiviato in: Fund Raising — Virginia @ 6:34 pm

Per le organizzazioni nonprofit in Irlanda, le cosiddette Charities, essere trasparenti di fronte ai donatori e all’intera opinione pubblica è la prima preoccupazione, la più importante, che sta a sostegno di tutto il resto. Trasparenza nell’utilizzo del denaro, ovviamente, ma anche nell’intera gestione dell’organizzazione.

Oggi, in proposito, scopro due cose:

1- che è difficile trovare lavoro ad Oxfam, perchè i posti sono pochi e le persone che vogliono lavorarci sono tante;
2- che se ti danno un contratto a tempo determinato e fai un buon lavoro, non è detto che avanno poi la possibilità di assumerti, anche volendo. Questo perchè ogni volta che assumono una persona o intendono rinnovare il contratto a qualcuno si auto-costringono (per essere il più possibile trasparenti) ad aprire DAVVERO l’assunzione a tutti, e fanno DAVVERO un colloquio per il quale è necessario DAVVERO essere preparati.

Broken Glass from St. Patrik Cathedral

Quindi, se ad esempio facessi un ottimo lavoro come stagista e volessero assumermi dopo, dovrebbero pubblicare l’annuncio e fare a me e agli altri interessati un esame, con tanto di punteggi, che DAVVERO potrei non passare a vantaggio di qualcun altro. Non come in Italia, dove i bandi di assunzione vengono modellati esattamente sulla persona che si vuole assumere. O dove si assume a occhi chiusi, per una raccomandazione. O dove basta farsi conoscere e avere i contatti giusti per trovare lavoro.

Qui tutti partono ad armi pari.

 

Comunicazione in stato di Crisi Ottobre 17, 2007

Archiviato in: Fund Raising — Virginia @ 7:05 pm

Oggi ho avuto la fortuna di vedere Oxfam Ireland gestire (egregiamente) una situazione di emergenza. Sfortuna pero’ per Oxfam: in ballo almeno 300 Direct Debit Donors, quei donatori che donano mensilmente attraverso il proprio conto corrente bancario (inizialmente sembravano addirittura 1300) ai quali per un problema inaspettato di software era stata addebitata per il mese di ottobre una donazione piu’ alta di diverse volte.

Anche i non-fundraiser potranno capire che questo puo’ facilmente causare una perdita di fiducia da parte dei donatori, i quali non solo potrebbero smettere di donare, ma potrebbero anche dire a tutti i loro amici che l’organizzazione non e’ seria. Tra l’altro si tratta dei donatori piu’ importanti, perche’ permettono a Oxfam di programmare i propri introiti e quindi di gestire meglio il budget. Quindi la correttezza e la trasparenza sono in questi momenti di vitale importanza per un’organizzazione nonprofit.

La prima regola e’ stata: “calma e sorridi, che tutto si risolve”.

La seconda: “lavoriamo in team, che tutto si risolve piu’ facilmente”.

Quindi per oggi abbiamo lasciato perdere tutti gli “altri” progetti, e tutto il dipartimento si e’ dedicato a questo problema. Un “emergency meeting” alle 9:30, un piano d’azione concordato insieme, veloce ed efficiente, e poi il contatto diretto con tutti i donatori, telefonate a raffica, con tanto di schema, istruzioni e domande frequenti per sapere cosa rispondere loro in qualsiasi caso. E la risoluzione del problema.

E un clima comunque positivo. Sempre.

E la (mia) formazione continua…

 

Domenica bestiale Ottobre 16, 2007

Archiviato in: Dublino — Virginia @ 6:57 pm

Il Phoenix Park di Dublino è il più grande parco d’Europa ed è più del doppio del Central Park di New York. E poi, qualche volta, splende anche il sole. Ma la cosa più bella è l’erba… dovreste vedere l’erba! Morbida morbida morbida, fine fine fine, fresca fresca e bassa. E tanto tanto verde. La foto qui sotto l’ho scattata io oggi, poco prima di sdraiarmi sul prato a prendere il sole (per quanto possibile :) ). Una domenica bestiale…

Phoenix Park Dublino

 

Formazione a Oxfam Ottobre 13, 2007

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 3:42 pm

Make Trade Fair CampaignUn’altra settimana a Oxfam è volata via. E stavolta è veramente volata!

Tra l’inserimento dati sul Database, le telefonate ai Grandi Donatori (quanto mi piacciono i donatori!!!), l’imbustamento di lettere e il conteggio dei materiali per Unwrapped, il tempo è davvero passato veloce. E poi c’è la FORMAZIONE.

La mia “tutor”, Annik, ha organizzato incontri con tutti i dipartimenti di Oxfam Ireland, per cui ogni giorno per me è stato un momento di formazione.

Lunedì, come tutti i lunedì, alle 14.30 c’è lo Staff Meeting, con tutti i membri dello staff; è un momento di “allineamento” in cui ogni dipartimento presenta ciò che è stato fatto e cosa è in programma, cosicchè tutti possano avere il quadro complessivo e una visione comune di dove Oxfam sta andando. Di solito è così, ma questa settimana la responsabile del Commercio Equo e Solidale, appena tornata dalla Tanzania, ci ha raccontato com’è andato il viaggio e quali obiettivi sono stati raggiunti: ad esempio, quanti e quali prodotti hanno acquistato dai produttori locali, come stanno andando le produzioni, quali sono i fornitori della prossima collezione (con tanto di foto e descrizioni) e così via. Per la prima volta ho avuto il quadro completo di cos’è davvero il commercio equosolidale: è prima di tutto BUSINESS; e allo stesso tempo è aiuto e rispetto.

Ogni martedì, poi, c’è il meeting del Fundraising Department: ci si incontra per una mezz’oretta e ognuno racconta cosa sta facendo, dove sono i problemi, quali sono i successi. Sempre per aver il quadro completo della situazione.

Per 3 giorni di seguito, insieme alla ragazza che con me fa uno stage e ad un altro ragazzo che da poco lavora per Oxfam, abbiamo avuto un’induction da parte della coordinatrice del Fundraising: ci è stato spiegato, mese per mese, il BIG PLAN 2007, ovvero il piano di fund raising per i mesi agosto-dicembre 2007. Questa è stata la parte forse più bella e utile della mia formazione settimanale: gli strumenti usati e quelli che si useranno, le idee che sono venute fuori, i tempi, l’utilizzo dei volontari, le diverse responsabilità, i costi, i ROI (return on investments), le percentuali, le redemption, la segmentazione dei donatori… E non abbiamo ancora finito! Sarei tentata a fornire tutte quante le informazioni ai miei lettori italiani, soprattutto quelli interessati al fundraising, ma è evidente che sfiorerei la soglia dello spionaggio industriale. Dovrò dunque selezionare le notizie e fornirvele con molta cura.

Comunque sono qui da due settimane e non mi è stata negata alcuna informazione! C’è un livello di accountability e trasparenza che in Italia ci sognamo.

Ad esempio: per aprire la posta, ogni mattina, ci devono essere almeno due persone, perchè non si sa mai che arrivi una donazione (qui i soldi si possono spedire con la posta) e che sparisca qualcosa. Quindi per mantere il più alto livello di accountability entrambe le persone devono firmare e controfirmare quanto ricevuto. 

Per la prossima settimana, ogni giorno, ho un’ora di incontro con uno dei rappresentati di ogni Department (Campaigning, Progetti internazionali, Comunicazione e Marketing…).

E la formazione continua…

 

La Stagista Ottobre 9, 2007

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 12:34 pm

E’ una settimana ormai che ho iniziato lo stage e che lavoro ad Oxfam a tempo pieno. Probabilmente il mio pubblico italiano si stara’ chiedendo cosa faccio tutto il giorno in ufficio…

Dunque, nell’ultimo periodo i miei compiti principali sono stati due:Oxfam Unwrapped

1- Filing: principalmente riordino i faldoni dei contatti ottenuti con il Face2Face - da due anni Oxfam paga un’azienda esterna per reclutare donatori nelle strade, attraverso giovani ragazzi con la casacca di Oxfam. Si chiede ai donatori di fare una “promessa di donazione” mensile, attraverso il DD (direct debit – anche da noi ha un nome, ma in questo momento non mi ricordo), e di compilare una scheda con i dati anagrafici e i contatti. Ci sono quindi almeno una trentina di faldoni da riordinare, dalla A alla Z… e sono tutti per me :(

2 – Inserimento contatti su Raisor’s Edge, il database di Oxfam: si tratta sempre di inserire i dati dei donatori nel computer; in particolare, in questo momento, sto inserendo quelli di coloro che hanno accettato di fare il ‘Tax Relief’, un analogo del 5xmille italiano.

“Tax Relief” significa che: per i donatori che in un anno hanno dato a Oxfam piu’ di 250€, il governo irlandese si prende l’impegno di devolvere a Oxfam quasi tutte le tasse che il donatore ha pagato allo Stato durante quello stesso anno. Cosi’ se Mr O’Brian nel 2006 ha donato a Oxfam 250€, il governo devolve a Oxfam altre 200€, che corrisponde a una parte delle tasse che ha pagato Mr. O’Brian durante il 2006.

Si tratta comunque di compiti abbastanza noiosi (ho detto ‘abbastanza’?) e non particolarmente evoluti, ma sono importanti perche’ fanno parte della mia formazione iniziale: comincio a vedere con piu’ chiarezza le dinamiche del Fundraising Department e a capire come sono trattati i donatori.

Forse per come l’ho appena spiegato io, sembra che ogni donatore venga considerato un numero, un dato: devo invece dire che sono stupita di quanto rispetto e amore sia dedicato ad ogni piu’ piccolo dato personale. Un piccolo esempio (ma potrei fornirvene tanti): ogni singolo foglio che abbia stampato sopra un dato personale, prima di essere messo nel cassonetto, viene passato in quella macchina che fa le striscioline di carta; non per paura di ritorsioni legali, ma per la dignita’ di cui gode ogni dato personale per il solo fatto che appartiene ad un donatore. Sembra una banalita’, forse, ma non so quanto questo venga fatto in Italia.

Oltre a questi due compiti principali, sto partecipando a meetings e sto avendo incontri formativi con alcuni dello staff, sono stata una mattinata al negozio Equosolidale e un’altra al negozio dell’usato, per capirne il funzionamento, e sto cercando di adagiarmi il piu’ possibile al contesto.

Entro breve dovrebbe partire la campagna Oxfam Unwrapped, che dovrei seguire direttamente io, insieme a Kathrin, un’altra stagista Leonardo dalla Germania. Prossimamente spieghero’ meglio di che si tratta. Magari quando l’ho capito anche io ;) Intanto, se la curiosita’ vi logora, potete guardarvi questa pubblicita’ fantastica, fatta da Oxfam New Zaeland per Unwrapped: http://it.youtube.com/watch?v=sU81-RX1r30

 

Aria di Dublino Ottobre 7, 2007

Archiviato in: Dublino — Virginia @ 2:01 pm

Temple Bar, il pub più famoso di Temple BarDublino è davvero una città magica.

A dire la verità non è che sia “bella”: i palazzi non sono un gran che, c’è un mix disomogeneo tra antico e moderno, è abbastanza sporca e in più il traffico è terribile. Però c’è qualcosa nell’aria…

Una sensazione di accoglienza che si respira per le vie di Dublino e per i pub: sono qui da una settimana e mi sembra di aver vissuto in Irlanda per diversi mesi. Non direi che sono (solo) le persone; gli irlandesi effettivamente sono un popolo eccezionale, ma a dire la verità sono difficili da trovare… sono quasi tutti stranieri e, soprattutto, spagnoli. Direi che è più qualcosa che viene dalla terra, dal fiume, il Liffey, o dall’aria. O dalla Guinness!

Ieri sera sono uscita con la mia coinquilina spagnola, un ragazzo di Rimini e la sua amica svizzera. Abbiamo scovato un piccolo pub al secondo piano che offriva musica irlandese e, incredibile, era pieno di irlandesi! Siamo stati tutta la sera a bere Guinness e ad ascoltare le meravigliose canzoni a base di banjo, chitarra, tamburello, voce maschile e voce femminile, e a cercare di capire le storie che narravano e a battere le mani al ritmo del tamburello. Una serata davvero piacevole e “calda”. 

Penso proprio che ci tornerò presto.

 

Oxfam Ottobre 4, 2007

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 3:47 pm

Oxfam Ireland Fair Trade ShopOxfam Ireland e’ una delle 13 organizzazioni affiliate (ma indipendenti) a Oxfam International.

Oxfam nasce durante la II Guerra Mondiale: i Nazisti occupano la Grecia e un blocco navale imposto dagli Alleati nel 1941 blocca qualsiasi passaggio di viveri o aiuti medici alle popolazioni colpite. Nel 1942 allora, un gruppo di persone decide di aiutare le popolazioni greche e fonda l’Oxford Committee for Famine Relief (presto conosciuta con l’indirizzo telegrafico ‘Oxfam’).

Oxfam nasce e cresce in Gran Bretagna, ma col tempo si sviluppa anche in altri paesi: negli ultimissimi anni anche in Francia e Germania.

Nel 1998 Oxfam Ireland diventa indipendente: i suoi progetti sono soprattutto nell’Africa Sub-Sahariana e nei luoghi di Emergenza (l’Indonesia del dopo-Tsunami, il Pakistan del terremoto, il dimenticato Darfur…). Si occupa soprattutto di sviluppo a lungo termine dei Paesi del Terzo Mondo – aiutando il sostentamento delle popolazioni piu’ povere attraverso cure mediche, strumentazioni per lavorare, acqua potabile, scuole -, di aiuti umanitari,  di sensibilizzazione e informazione, di commercio equo e solidale.

A dire la verita’ Oxfam ha praticamente inventato il Commercio Equosolidale (“Fair Trade”) e ha una marea di negozi.

Oxfam Ireland ha praticamente anche il monopolio dei “Second Hand Shops” in GB e Irlanda, quei negozi che raccolgono, smistano e rivendono l’usato. Attraverso questi negozi arriva gran parte delle donazioni, che andranno poi destinate nei progetti oltreconfine.

Potete quindi capire perche’ qui mi piace tanto: la mia scrivania e’ in un magazzino senza finestre, sto facendo fotocopie, imbustando lettere, riempiendo dei database… ma sono al settimo cielo! Sara’ l’aria che si respira.

Mi hanno detto che tra un paio di settimane gestiro’, insieme ad un’altra ragazza tedesca in stage, gli ordini di Oxfam Unwrapped, il catalogo per le donazioni. Sinceramente non vedo l’ora… vi spieghero’ meglio di che si tratta!

 

Casa dolce casa, part 3 Ottobre 1, 2007

Archiviato in: Dublino — Virginia @ 2:38 pm

Sono rinata… ho trovato casa.

E non un triste appartamento ma, per me, una reggia! Per un colpo di fortuna, io e gli altri due spagnoli, abbiamo telefonato in risposta ad un annuncio per un appartamento e la persona con cui abbiamo parlato ci ha risposto che purtroppo era gia’ stato affittato, ma che aveva appena finito di ristrutturare un condominio in centro, con diversi appartamenti: “venite subito a vederlo?”. Non ci potevamo credere! Non solo avevamo trovato un appartamento da vedere, ma addirittura potevamo scegliere!

La ricerca di una casa puo’ essere davvero un grande peso… trovarla e’ stato un sollievo non indifferente. I miei due nuovi coinquilini mi hanno detto piu’ volte che ho cambiato espressione da quando abbiamo trovato l’appartamento, e non dubito a crederlo.

Ok. L’appartamento e’ DAVVERO piccolo. Tanto piccolo che se siamo tutti e tre per passare da una parte all’altra dobbiamo chiedere piu’ volte PERMESSO?. Ma e’ nuovo di pacca, ha lavatrice, asciugabiancheria, forno a microonde e profuma di vernice fresca. Sta al secondo piano di una tipica casa dublinese con i mattoni rossi e le grandi finestre. La porta assomiglia a quella di Notting Hill, il film, ma e’ nera. E poi sono a 20 minuti a piedi da Oxfam e da Temple Bar, la celeberrima via dei pub.

Ora posso proprio tirare un sospiro di sollievo e cominciare la mia vita dublinese…