Formazione a Oxfam Ottobre 13, 2007
Un’altra settimana a Oxfam è volata via. E stavolta è veramente volata!
Tra l’inserimento dati sul Database, le telefonate ai Grandi Donatori (quanto mi piacciono i donatori!!!), l’imbustamento di lettere e il conteggio dei materiali per Unwrapped, il tempo è davvero passato veloce. E poi c’è la FORMAZIONE.
La mia “tutor”, Annik, ha organizzato incontri con tutti i dipartimenti di Oxfam Ireland, per cui ogni giorno per me è stato un momento di formazione.
Lunedì, come tutti i lunedì, alle 14.30 c’è lo Staff Meeting, con tutti i membri dello staff; è un momento di “allineamento” in cui ogni dipartimento presenta ciò che è stato fatto e cosa è in programma, cosicchè tutti possano avere il quadro complessivo e una visione comune di dove Oxfam sta andando. Di solito è così, ma questa settimana la responsabile del Commercio Equo e Solidale, appena tornata dalla Tanzania, ci ha raccontato com’è andato il viaggio e quali obiettivi sono stati raggiunti: ad esempio, quanti e quali prodotti hanno acquistato dai produttori locali, come stanno andando le produzioni, quali sono i fornitori della prossima collezione (con tanto di foto e descrizioni) e così via. Per la prima volta ho avuto il quadro completo di cos’è davvero il commercio equosolidale: è prima di tutto BUSINESS; e allo stesso tempo è aiuto e rispetto.
Ogni martedì, poi, c’è il meeting del Fundraising Department: ci si incontra per una mezz’oretta e ognuno racconta cosa sta facendo, dove sono i problemi, quali sono i successi. Sempre per aver il quadro completo della situazione.
Per 3 giorni di seguito, insieme alla ragazza che con me fa uno stage e ad un altro ragazzo che da poco lavora per Oxfam, abbiamo avuto un’induction da parte della coordinatrice del Fundraising: ci è stato spiegato, mese per mese, il BIG PLAN 2007, ovvero il piano di fund raising per i mesi agosto-dicembre 2007. Questa è stata la parte forse più bella e utile della mia formazione settimanale: gli strumenti usati e quelli che si useranno, le idee che sono venute fuori, i tempi, l’utilizzo dei volontari, le diverse responsabilità, i costi, i ROI (return on investments), le percentuali, le redemption, la segmentazione dei donatori… E non abbiamo ancora finito! Sarei tentata a fornire tutte quante le informazioni ai miei lettori italiani, soprattutto quelli interessati al fundraising, ma è evidente che sfiorerei la soglia dello spionaggio industriale. Dovrò dunque selezionare le notizie e fornirvele con molta cura.
Comunque sono qui da due settimane e non mi è stata negata alcuna informazione! C’è un livello di accountability e trasparenza che in Italia ci sognamo.
Ad esempio: per aprire la posta, ogni mattina, ci devono essere almeno due persone, perchè non si sa mai che arrivi una donazione (qui i soldi si possono spedire con la posta) e che sparisca qualcosa. Quindi per mantere il più alto livello di accountability entrambe le persone devono firmare e controfirmare quanto ricevuto.
Per la prossima settimana, ogni giorno, ho un’ora di incontro con uno dei rappresentati di ogni Department (Campaigning, Progetti internazionali, Comunicazione e Marketing…).
E la formazione continua…



Hai la fortuna nella vita di fare sempre le scelte giuste (non montarti la testa, Filippo! Comunuque, anche te …). Forse l’organizzazione a Londra era altrettanto interessante, ma questa è sicuramente una opportunità fantastica per te.
Ci manchi. Anche a Brisby!
FF
Che bello!!
bellissimo! e brava per come ne stai parlando
p.
Forse non commento molto, ma leggo tutto con voracità… e parecchia invidia!
Un abbraccio forte (di nascosto da Filippo)!
PS: mi piace un sacco il fantasma formaggino che spunta quando una delle Tarozzi è via…
Brava. Molto, molto interessante.
Hai una grande opportunità: tradurre in italiano decente tutti quei termini inglesi. Coglila!
[...] Marzo 10, 2008 Archiviato in: Oxfam — Virginia @ 2:11 pm Vi ho gia’ detto in passato che tutti i lunedi’ pomeriggio tutto lo staff dell’ufficio si incontra e rappresentanti [...]