Dubliners and Fundraising

Come faccio fundraising in Irlanda

Unwrapped prende quota Novembre 27, 2007

Archiviato in: About Virginia, Fund Raising — Virginia @ 8:10 pm

Gli ordini dei regali di Unwrapped hanno cominciato a prendere quota, insieme alla mole di lavoro che di giorno in giorno si accumula sulla mia scrivania – anzi, sulle MIE scrivanie, perchè quotidianamente migro da una postazione all’altra, dove c’è spazio, dove non ci sono i volontari, dove c’è qualcuno in ferie. Questa settimana a Dublino è stato ufficialmente inaugurato il periodo natalizio con l’accensione delle luci: Oxfam ha mandato in onda sulla radio alcune pubblicità molto divertenti, ha fatto partire un e-mailing virale, ha messo degli inserti nei giornali più importanti ha inviato un Mailing a tutti i suoi donatori (warm mailing), lanciando anche sul sito una sezione dedicata al Natale.

Natale con Oxfam

Ieri mattina, nel weekend, sono arrivati una cinquantina di ordini e stamattina altri 50. Così sono due giorni interi che insierisco i dati in Rasor’s Edge, il database di Oxfam… e gli indirizzi irlandesi sono tutt’altro che facili! Mezzi in gaelico, mezzi in inglese, parole lunghissime, piene di K, H e W che neanche si pronunciano, indirizzi destrutturati, senza ordine e senza senso, dove non si sa qual’è la via, quale il paese, quale la Contea. A volte gli indirizzi sono lunghi due righe, a volte sono lunghi sei righe, a volte non esistono le vie e quasi sempre non esistono i numeri civici. Quello che mi chiedo ora è: che titolo di studio devono avere i postini in Irlanda?

E poi processo gli ordini: li ricevo e riorganizzo (arrivano per posta, per email, attraverso internet, attraverso il telefono), stampo messaggi personalizzati dove necessari, compongo le buste per l’invio con le carte e le calamite e insegno ai volontari come fare, rispondo al telefono di Unwrapped (è stata istallata una linea gratuita per gli ordini e le domande) e compilo un po’ di moduli a fine giornata per tenere il conto delle donazioni e vedere come va la campagna.

Ora c’è persino più lavoro di quanto riesca effettivamente a fare (ah, ovviamente perchè qui non sono previsti per nessuno straordinari non pagati!) e ne sono felice. In fondo, anche se tento di eludere la mia natura, sono proprio una workaholic.

 

Il tuo nome su un Toast Novembre 20, 2007

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 1:04 pm

Oxfam Ireland e’ stata scelta attraverso una votazione online come “nonprofit dell’anno” per Your Name On Toast, un sito dove chi fosse interessato (aziende, privati, etc) puo’ comprare un link al proprio sito, con un logo, una scritta o disegno personalizzato che poi verra’ scritto su un pezzo di toast: un panino, insomma. Piu’ un inserzionista paga per il nome sul toast, piu’ in alto nella pagina apparira’. E i soldi per l’acquisto del toast-link vanno interamente in beneficienza, in questo caso ad Oxfam Ireland. Capite meglio se andate a vedervi il link: www.yournameontoast.com. Sembra stupido, ma grazie a questo Oxfam ha finora raccolto oltre 7000€. In più, i visitatori del sito possono votare, di anno in anno, a quale “charity” vorrebbero che i soldi fossero donati durante l’anno seguente. Andate a votare per Oxfam anche per il 2008!

Riporto una parte della spiegazione – How it works:

Why would I buy toast when I can make some myself?
We’d recommend you do both. We love toast.

Here’s why we hope it’ll work:
Your Name On Toast is a silly idea.
Silly ideas get talked about a lot. (You can help with this- please digg us or post us on your blog).
Lots of people come to the site.
Lots of people see your name on toast (your actual name…on actual toast)

You get lots of traffic driven to your site.
That’s the idea anyway. We hope it all works out.

Why are you giving all of the profits away to a brilliant charity?
Well, we’d like to make some money; that’d be nice, but we’d prefer to make the world a wee bit better.

Your Name on Toast

 

Quattro giorni che piove Novembre 18, 2007

Archiviato in: Dublino, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 8:11 pm

E quattro giorni che ho i piedi bagnati.

… Spero non resti così fino a primavera!

Ecco alcune foto che ho scattato in questi giorni con Elena, giusto per provare che sono ancora viva:

Io e Elena   Ciao ciao Elena   10 oz Hamburger   Via col vento

 

Per chiunque se lo stesse chiedendo… Novembre 15, 2007

Archiviato in: Oxfam — Virginia @ 10:39 pm

… oggi ho avuto la triste conferma: Oxfam non aprirà in Italia. Per lo meno non entro il 2010.
Aprirà invece in Giappone, India e Messico (!). Che ci stiano evitando?  

 

Tutto un’altro mondo da scoprire Novembre 13, 2007

Archiviato in: About Virginia — Virginia @ 2:01 pm

Una bella notizia: a partire gennaio avro’ l’opportunita’ di passare 1-2 giorni a settimana all’ufficio Marketing e Comunicazione di Oxfam Ireland! E’ al piano di sopra, ma e’ tutto un’altro mondo da scoprire.

Mi dicono che assistero’ Paul, la persona che si occupa di pubbliche relazioni e di contatti con i media, e Stephanie nel marketing e brand management. I miei compiti? Sempre da stagista, ma va piu’ che bene, anche perche’ sono molto definiti:

1) File and log Press Clippings, Press Releases, radio and TV coverage for the past two months as well as November and December.
2) Prepare Christmas media packs and mail outs
3) Search and retrieve photographs and other material as required for publications/releases
4) Update media database as required
5) Maintain media notice-board
6) File articles of interest
7) Update Marketing department activity plan
8 ) Deliver media packs to Irish Times where appropriate 8)
9) Compile a central database of suppliers (e.g designers, printers, consultants etc)
10) Compile database of media advertising rates
11) Compile central archive of all marketing materials developed by the organization
12) Create central video/cd rom/general resource space in Dublin and Belfast offices
13) Assist in the reorganization of the office space

Domani viene a trovarmi l’ancora nubile Elena e mi fara’ compagnia fino a domenica… un altro bel weekend italiano.

 

Freddo Novembre 12, 2007

Archiviato in: Dublino, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 12:54 pm

Qui a Dublino e’ arrivato il freddo, anche se per fortuna splende il sole.
Non fosse che il vento punge il viso e le mani, le giornate sono meravigliose e i colori autunnali anche.

Sabato ho fatto una passeggiata con la mia coinquilina per il Trinity College e abbiamo assistito a una partita di rugby femminile. Non so quale fosse il punteggio, non so chi ha vinto e non ho nemmeno capito le regole del gioco, ma posso dirvi che e’ uno spasso da guardare (solo da guardare!). L’unico problema e’ trattenersi quando questi torelli se le danno (risate, commenti, “oddio ma queste s’ammazzano!”), perche’ molto probabilmente si rischia il linciaggio…

Rugby al femminile

 

Original Irish Novembre 9, 2007

Archiviato in: Dublino, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 2:03 pm

Ieri sera, finalmente, ho fatto un’uscita tutta irlandese. Dopo lavoro sono andata con i miei colleghi del fundraising department a bere una birra in occasione dell’ultimo giorno di lavoro di Eoin (la versione irlandese di ‘Owen’). Il piano era quello di prendere una birra e andare a casa, ma gli irlandesi sono davvero carichi… e una birra tira l’altra, e poi un’altra ancora, e sono cosi’ andata a letto alle 3 di notte.

Ma, nonostante la malafede e le risatine dei miei lettori che mi immaginano ubriaca, e’ stata in realtà una serata altamente culturale: oltre a imparare molti termini tipici dell’irish english e dello slang, c’era con noi il Luca Grasselli della situazione, un poeta amante del gaelico che alla quinta pinta mi ha declamato poesie in gaelico e mi ha raccontato la legenda di nonsochi (un nome assurdo da pronunciare e ancora di piu’ da scrivere) per almeno un’ora abbondante.

Il gaelico e’ una lingua meravigliosa, dolce e malinconica. Inizialmente pensavo si trattassero di poesie su amori finiti male e grandi passioni cavalleresche, perche’ una lingua cosi’ armoniosa e potente non puo’ che parlare di questo. Mi dicono invece che le poesie irlandesi trattano più che altro di grandi bevute, ubriacature, fame, carestia e morte. Tutte storie tristi e terribili. Niente male, eh?

Il posto in cui siamo andati si chiama Market Bar: e’ un grande stanzone, una specie di capannone, con il soffitto molto alto e i muri di mattoni rossi e una marea di tavoli e tavolini, pieni di persone dalle 5 di pomeriggio a tarda sera. E non c’e’ musica, cosa che nei posti unicamente frequentati da irlandesi accade piuttosto spesso. La musica pero’ in qualche modo e’ presente: data dal sottofondo di persone che parlano e ridono e di bicchieri che sbattono sul tavolo e l’uno contro l’altro.  Un bel posto, ci portero’ l’Ele la prossima settimana quando verra’ a trovarmi!

Ecco alcune foto del locale:

Market Bar Dublino 3 Market Bar Dublino Market Bar Dublino 2 Market Bar Dublino 1 Market Bar Dublino 4

…Ho controllato come si chiama il famoso eroe irlandese, anche se ancora non ho idea di come si pronunci: Cuchulain.

 

Tutti abbiamo bisogno di amici… Novembre 4, 2007

Archiviato in: About Virginia, Dublino — Virginia @ 11:09 pm

Oggi pomeriggio ho dormito almeno 4 ore. La risposta del mio organismo ad una settimana molto molto piena… Stamattina l’armata brancaleone è tornata a Bologna, lasciandomi un languorino di Italia non indifferente. Da brava dubliner acquisita, non posso non citare Oscar Wilde: “Tutti abbiamo bisogno di amici, certe volte.”

Ora attendo i vostri commenti… vi è piaciuta Dublino? Forse quello che Spino mi ha detto è ciò che descrive meglio la città: “è l’atmosfera che è diversa”. E’ proprio vero: gli Irish Pub che sono così diffusi in Italia, per lo meno a Bologna, “sono di plastica”, come mi ha detto Gras ieri.

Mi dispiace solo aver dovuto lavorare questa settimana, e non aver potuto passare più tempo con voi. Ma vi ringrazio: nonostante la vita che faccio qui mi piace, mi avete fatto notare che quello che manca a Dublino sono i miei amici. E che non sono sostituibili.

I momenti più belli di questa settimana? Forse venerdì e sabato sera, a bere Guinness Kilkenny e Smithwiks, a ballare musica irlandese in quel pub sotterraneo passata Dame Street e a chiaccherare con i musicisti. Non mi ricordo nemmeno come si chiama, il pub. E poi ovviamente le lezioni di italiano (e dialetto) a Naiara e quei fantastici hamburger notturni da Ricky’s, in Dame Street.

Ora aspetto da voi le foto, così posso inserirle nel blog… L’unica che ho in questo momento è quella che mi avete mandato dalla Guinness Storehouse:

Guinness Storehouse Pic

 

La compagnia dell’Anello Novembre 1, 2007

Archiviato in: Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 7:25 pm

Filippo è venuto a trovarmi e ha realizzato di persona quanto è piccolo l’appartamento in cui viviamo in tre.
Abbiamo fatto una veloce misurazione e sembra che si tratti di un quadrato: 5,50m x 5,50m. Ora si può capire, quindi, perchè quando l’armata brancaleone che verrà a trovarmi domani mi ha chiesto ospitalità li ho deviati al più vicino (e decente) ostello.

Comunque abbiamo colto l’occasione e abbiamo nolleggiato un’auto per vedere l’Est, le famose “cliffs”, tanto l’Irlanda è piccola e si può attraversare in poche ore.

Non è vero. L’Irlanda è piccola, ma le strade sono terribili, e ci sono volute 6 ore per arrivare a destinazione (che tra l’altro era la destinazione sbagliata, senza “cliffs”). Tuttavia ne è valsa la pena: sia perchè uscire dalla città è davvero salutare, sia perchè la campagna irlandese si merita la fama che ha nel mondo.

Subito dopo Galway, città sulla costa est, c’è la regione di Connemara. Sembra di stare nel mondo di Tolkien, ma non nella cosiddetta “Contea”… più che altro più vicino alle terre di Mordor, ma con le pecore. Connemara è una regione brulla e sassosa; l’acqua, quella del mare e quella dei vari laghi sparsi per il territorio, è blu o grigio intenso, a seconda dei colori del cielo; le persone parlano il gaelico, e il  loro inglese, se lo parlano, è incomprensibile. La pioggia intensa, il vento, il cielo grigio e il fatto che si è trattato del weekend di Halloween certo hanno dato quel tocco di surreale che mancava.

L’allegra compagnia (io, Filippo, e i miei due coinquilini, Naiara e Dani) ha alloggiato in un piacevolissimo Bed & Breakfast con tanto di vista sul mare e di una colazione Irish Style incredibile, cucinata dalla proprietaria – latte e cereali, succo di frutta, due salsicce, un uovo al tegamino, un pomodoro, due pezzi di pancetta e, ovviamente, toast con burro. Il B&B è a Roadstone, un villaggio di non oltre 450 anime e due pub, debitamente addobbati per la festa di Halloween.

Mentre il primo giorno lo abbiamo passato per strada, ascoltando la stazione radio in Gaelico e ammirando il paesaggio, il secondo giorno, dopo aver scoperto che le “cliffs” stavano da tutt’altra parte, siamo andati al National Park di Connemara. In un raptus di follia del mio coinquilino, abbiamo scalato (scalato!) una montagna alla ricerca di Mordor. E ciò nonostante il tempo avverso: vento, tanto vento, pioggia, nuvole basse. Alla fine l’Anello cominciava a pesare davvero tanto, ma vi basta guardare le foto per capire che ne è proprio valsa la pena.

Alla luce di ciò, concludo dicendo: se siete in Irlanda, dovete passare almeno un paio di giorni a Connemara, ma con un keyway e un paio di scarpe comode.

Connemara, Panorama dal National Park   Io e Naiara   Road to Mordor

 

Booked Novembre 1, 2007

Archiviato in: About Virginia — Virginia @ 8:32 am

Sono venuti a trovarmi Filippo, Cecilia, Isabella, Gras, Spino, Ilario, Meo (ho dimenticato qualcuno?). E sto sacrificando il mio blog… Prometto che a brevissimo vi ri-aggiornerò su tutto.

PS. Oggi è il giorno del lancio di Unwrapped!