Un saluto veloce perchè sono in partenza per il Nord Irlanda… decisione dell’ultimo minuto nata dalla domanda: che si fa a Capodanno? Of course, si parte, perchè Dublino purtroppo non offre un gran che.
Così me ne vado con un gruppo di amici a casa di amici di amici nell’estremo nord dell’isola, a Portrush, mi pare, in una appartamento che si affaccia direttamente sulla costa, con un sacco di Polacchi e pochi “english speakers”. Male che vada imparo il polacco.
Scappo, sono già in ritardo! Buon 2008!
Capodanno in Nord Irlanda Dicembre 28, 2007
PosteItaliane mi porta il Natale Dicembre 20, 2007
Ho ricevuto, proprio oggi, un bel pacco giallo di PosteItaliane, inviato dalla mia mamma che tanto ci tiene a farmi sentire l’arrivo delle festività… fino questo esatto momento, quando ho aperto il pacco, al Natale non ci pensavo, e sorridevo all’idea di passare il Natale lontano da casa, perchè intanto qui ho diversi amici e perchè “sai che bello passare le feste in Irlanda?”.
Poi apro il pacco e respiro l’aria natalizia, l’odore di menta, il torroncino e guardo i pacchi e pacchettini. E così sono tutto d’un tratto divento malinconica; e mi piange il cuore non poter essere a casa col caminetto acceso, la neve, il mio cane e i miei amici; oppure in Florida, con i miei nonni, i miei cugini e la magica atmosfera natalizia come solo gli americani sanno ricreare, nonostante le palme ed i novanta gradi fahrenheit.![]()
La Vigilia di Natale lavoro. Saremo in due o tre sfigati in tutto l’ufficio a mandare avanti per quanto possibile la baracca di Unwrapped e prendere gli ultimi ordini prima della chiusura. Almeno, quando a lavoro mi sento davvero svogliata, posso pensare che ogni mia azione alla fine avrà contribuito a fare di questo Natale una festa un po’ più bella di quella dell’anno scorso.
Peccato solo che quest’anno non mangerò tortellini.
Guerrilla: un post per i fundraiser Dicembre 16, 2007
So già che questo post annoierà una gran parte dei miei lettori, quelli che vogliono sapere quanta birra riesco a scolarmi e quali strane avventure mi capitano nella capitale delle bevute, ma cerco di accontentare anche quelli che si chiedono ancora se il fundraising è veramente un mestiere o se invece è soltanto fumo. Quindi portate pazienza!
Qualche tempo fa vi avevo accennato le azioni di guerrilla marketing che Oxfam Ireland aveva deciso di fare per promuovere Unwrapped sotto Natale, decise insieme all’agenzia di pubbliche relazioni. Quello che penso ora è che l’agenzia ha venduto tantissimo fumo, con poco arrosto.
Il piano di marketing prevedeva:
- Una gigantesca cannuccia nel fiume Liffey, il fiume di Dublino, per richiamare l’idea dell’acqua da bere (uno dei regali di Unwrapped è provvedere accesso all’acqua per una famiglia in Africa)
- Bidoni della spazzatura decorati con cannuccia e limone come se fossero dei drink, sempre per richiamare il dono dell’acqua di Unwrapped

- Viral Emailing: puoi aggiungere la tua foto al bellissimo video preso da Oxfam New Zeland e mandarla a tutti i tuoi amici, e i tuoi amici possono fare lo stesso, innescando un processo virale in breve tempo.
- Una pubblicità radiofonica sulla stessa idea del video di cui vi parlavo prima, con analogo messaggio e lo stesso tono.
- Gruppi di volontari nelle strade dello shopping di Dublino che, gratuitamente, scattano allegre polaroid natalizie a chi lo desidera in cambio solo di una breve chiacchierata su Unwrapped – la polaroid viene poi messa in una carpettina colorata con tutte le informazioni che i passanti si portano a casa
Ovviamente le prime due azioni sono pensate per attirare l’attenzione dei passanti, ma soprattutto per attirare quella dei media, sperando in articoli, foto e attenzione mediatica in genere.
Ho subito pensato che fossero tutte idee grandiose, idee di successo. Ma il marketing purtroppo non è solo una forma di arte, ma deve scontrarsi con il mondo reale. Ecco come sono andate le cose:
- La cannuccia non si è fatta: il costo era troppo alto (si sarebbe dovuto trapanare il fondale del Liffey, chiamando ingegneri, esperti etc etc)
- I bidoncini della spazzatura decorati, boh, non ne ho più saputo niente e di certo non li ho visti. Posso immaginare che anche qui il costo dell’operazione fosse alto – il criterio che si usa di solito è che i guadagni devono essere 3 volte superiori ai costi, altrimenti non ne vale la pena.
- Il viral emailing è partito, inviato a tutti i contatti di Oxfam Ireland: questa è stata un’ottima idea, credo, perchè a costo quasi nullo si riesce a raggiungere un gran numero di persone, con qualcosa di divertente, diverso dal solito. Mi è stata riferita la percentuale di persone che hanno cliccato sul link per vedere il video ma purtroppo non me la ricordo…

- Ecco, la pubblicità radiofonica è davvero GENIALE, talmente bella e divertente che ne hanno parlato anche diversi quotidiani e riviste… la gente è stanca di sentirsi dire che “in Africa i bambini muoiono di fame e con il tuo aiuto possiamo aiutarli a dare loro una vita più dignitosa”, e in questo Oxfam ha davvero colto il segno.
- Ovviamente sono stata annoverata tra i volontari che, vestiti con la felpa rossa di Unwrapped e il cappello da Babbo Natale, sono stati lanciati sulle strade a scattare foto. Purtroppo devo ammettere che non c’è stato il successo sperato:
- la formazione dei volontari è stata poca o nulla; e se due di tre volontari sono stranieri e non parlano inglese è ancora più difficile.
- le uniche persone che si fermano per farsi fare una foto sono gli under-30, e in particolare gli adolescenti, che sono anche le persone con meno risorse economiche. E comunque in genere pochi si fermano volentieri mentre sono impegnati nello shopping natalizio e tutti hanno paura che chiederemo loro dei soldi o che ci sia una fregatura di qualche tipo.
- il materiale consegnatoci è stato pensato male: nella carpettina era difficilissimo (impossibile) inserire le foto e le felpe con la scritta Unwrapped avevano zip e cappuccio per cui davanti la scritta era piccolissima e dietro era coperta per metà dal cappuccio
Nonostante questo fallimento parziale dell’agenzia di Pubbliche Relazioni, sembra che l’introito derivato dai regali di Unwrapped sia raddoppiato dall’anno scorso. Il motivo? Difficile a dirlo. Ma sicuramente hanno aiutato molto il fatto che nella promozione si è puntato molto su un regalo molto divertente – la capretta -, ed anche il lavoro di pricing fatto dai manager: fare marketing è anche stabilire i prezzi degli articoli – mentre l’anno scorso c’erano molti più regali nella fascia 7-20 euro, quest’anno ci sono molti più regali nella fascia 20-50 euro, una scelta strategica che è stata essenziale.
PS Oggi per la prima volta ho cercato la traduzione di una parola dall’inglese all’italiano, perchè proprio non mi ricordavo… Urrà!
Verso Natale Dicembre 11, 2007
Il Natale mi tiene occupata costantemente, non solo perché tutto il mio lavoro in ufficio ruota intorno ai regali di Unwrapped (questo lunedì mattina 170 ordini!), ma anche perché anche il mio tempo libero viene assorbito dalle festività.
Sabato, come vi dicevo, sono stata a fare volontariato al negozio equosolidale di Oxfam, che è situato nei pressi di Grafton Street, la strada dello shopping per eccellenza. Il negozio è stato pieno di persone dalle 14, quando sono arrivata, fino alla chiusura; ma così pieno che andare da una parte all’altra del locale era pressoché impossibile. Ho passato quasi tutto il tempo ad ordinare e rifornire gli scaffali, facendo slalom tra giovani, mamme con bambini, fidanzati in cerca di regali e nonne metropolitane, più un breve momento alla cassa a dare una mano impacchettando gli acquisti delle persone. Per la prima volta ho anche usato il registratore di cassa, ma ogni volta che toccava a me si creavano code lunghissime di clienti esasperati, così per il momento ho rinunciato, rimandando il mio training a periodi più tranquilli.
Nel weekend io e Naiara abbiamo tentato di fare qualche giro per il centro solamente per il gusto di passeggiare… ma se a Natale sono tutti più buoni, prima di Natale sono tutti più pazzi e scontrosi. Perciò, battute ed abbattute dalla folla di shoppers natalizi, siamo tornate a casa.
Ieri sera cena di Natale con i colleghi e i volontari più incalliti del Fundraising Department, quelli che vengono costantemente in ufficio 1 o più volte a settimana. Si tratta in realtà di alcune signore molto simpatiche che però sono molto importanti per l’organizzazione. Oxfam ha offerto la cena ai volontari per ringraziarli di tutto l’aiuto che danno durante l’anno e già che c’era l’ha offerta anche a noi “stagiste” perché stiamo esattamente a metà tra il volontario e lo staff. Cena a parte – ho mangiato una costosissima pizza margherita, dopo tre mesi che non ne vedevo una – è stata una serata molto piacevole, nella quale ho spiegato ai miei colleghi, senza molto successo, perché in Italia non si beve il cappuccino dopo cena, non si abbina la pizza al vino, si va al ristorante alle otto di sera e non si mangia salsiccia la mattina.
Infine il Natale è anche nei miei pensieri.
Per forza. Non passa giornata in cui non mi sento chiedere se andrò a casa per Natale, e sorridendo rispondo che no, non posso, per questo questo e questo motivo, ma principalmente perché costa troppo volare intorno alle feste. Devo dire che al momento non sono particolarmente abbattuta, forse non ci penso o cerco di non pensarci, ma mi stanca rispondere alla stessa domanda 2-3-4 volte al giorno e mi stanca vedere i volti tristi alla mia risposta.
Per il resto il mio soggiorno irlandese procede nella routine quotidiana. Solo due cose degne di nota: la prima è che la convivenza con il mio companero de piso spagnolo si sta rivelando più difficile del previsto per una serie di motivi sui quali non mi soffermo ora; la seconda è che io e Naiara stiamo valutando di cambiare appartamento per cercare qualcosa di più grande e in una zona più bella, senza necessariamente spendere di più. In tal caso però ci porteremmo dietro il nostro coinquilino, sempre per una serie di ragioni che non spiego perché sarebbe troppo lungo e so che questo post vi sta già annoiando
Ho scoperto che la mia tessera universitaria, il famoso badge, è accettato per gli sconti al multisala qui vicino a casa mia. Non c’entra niente, lo so, ma se potete andatevi a vedere The Darjeeling Movie quando uscirà in Italia. American Gangster è ok, fatto bene ma non speciale. The Golden Compass, con la Kidman, è una copia malriuscita della Compagnia dell’Anello, ma è divertente e ha dei bellissimi effetti speciali. Domani sera di nuovo cinema… ci sto prendendo gusto.
Sabato Pomeriggio Dicembre 8, 2007
Sto per andare a fare volontariato al negozio del Commercio Equo e Solidale di Oxfam, che sta a 30 minuti a piedi da casa mia… sono già in ritardo.
L’ho già fatto una volta, ma era un martedì mattina; ora siamo di sabato e in pieno periodo natalizio, sono proprio curiosa di vedere.
Come sempre, imparo e porto a casa (capito “SI”?)
Oggi, la giornata internazionale del Volontario Dicembre 6, 2007
Oggi 5 Dicembre si celebra la giornata internazionale del Volontario, per dire GRAZIE a quanti prestano gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità e fanno in modo che la ruota continui a girare.
Stamattina sono entrata in ufficio e due o tre persone mi hanno salutato con un “Happy Volunteer Day!”.
Grazie mille. Giusto per ricordarmi che lavoro 38 ore a settimana quasi gratuitamente e che vivo in una delle città più costose d’Europa. Cinismo (anche questo gratuito) a parte, devo dire che le più importanti ONP irlandesi, meglio dette charities, hanno colto l’occasione per riunirsi e organizzare insieme una piacevole festa serale in un locale del centro di Dublino, a cui sono stata invitata ad andare. Oxfam ovviamente ha pagato il biglietto di ingresso (7€) a tutti i volontari, quelli dell’ufficio e quelli dei negozi :)) Età media? 50 anni, solo perchè c’erano persone di 20 e persone di 80 anni.
Nel biglietto era inclusa: una birra, alcuni biglietti della lotteria (mai vinto una lotteria in vita mia, e non c’è eccezione che tenga!), due concerti live e uno spettacolo di ballo del ventre. E poi ovviamente la possibilità di conoscere alcuni dei volontari; peccato solo che non fossimo in tantissimi da Oxfam.
In Italia si fa qualcosa per la festa del Volontario? In fondo l’International Volunteer Day for Economic and Social Development (IVD) è stata introdotta dall’Assemblea Generale dell’ONU attraverso la Risoluzione A/RES/40/212 il 17 December 1985… insomma, mica vi parlo di brustolini!
Bazzano-Dublino: 15-0 Dicembre 2, 2007
Oggi non posso non citare Luca, poeta improvvisato del sabato sera:
Un solo giorno e sono nate in due
e nel giorno di Santa Cecilia
ci fu gioia in tutta l’Emilia.E dalla Spagna fino alla Grecia
si festeggiò l’Isa e la Cecia
Sembra appena ieri e ora trasecolo
che hanno compiuto un quarto di secoloUna è un po’ rompiballe e una un po’ ismita
ma noi auguriamo loro lunga vita!
…
Mi scuso solo con chi frequenta questo blog in cerca di notizie sul fundraising…
PS: ‘Ho visto una donna col b…a. Credevo fosse un c…o e invece era una t…a’. A rileggerla il giorno dopo questa mini poesia è troppo politically incorrect per scriverla al completo, ma chi c’era, sa; cosa può fare un po’ di vino nel sangue, vero Luca?
Un solo giorno e sono nate in due

