Dubliners and Fundraising

Come faccio fundraising in Irlanda

Tempi duri Aprile 7, 2009

Archiviato in: Fund Raising, Irlanda e Irlandesi, Oxfam — Virginia @ 12:23 pm
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Avevo in programma di scrivere qualcosa una settimana fa, ma due auto sono bruciate (e scoppiate) nel parcheggio sotterraneo del condominio in cui abito mentre mi godevo una bella gita nelle coste dell’Irlanda del Nord. Nessun danno alle mie cose o a persone in genere per fortuna, ma ho passato le ultime settimane a cercare una nuova casa perche’ la struttura non e’ piu’ sicura.

Pare ironico parlare delle mie disgrazie proprio in questi giorni… a dire la verita’ quello che pensavo essere un dramma qualche giorno fa, da ieri mattina non lo e’ piu’.

In ogni caso, oltre alle calamita’ piu’ o meno naturali, c’e’ anche la famosa Crisi Economica. Oggi il governo irlandese rendera’ pubblico il piano finanziario per l’anno che verra’ e tutti stanno tremando; incluse le ONG, inclusa Oxfam. Negli ultimi sei mesi l’Irish Aid (l’agenzia governativa che distribuisce i fondi alle ONG irlandesi) ci ha tagliato i fondi per oltre 1 milione di euro, fondi che andavano direttamente a finanziare i nostri programmi in Africa, e da domani i tagli potrebbero aumentare considerevolmente.

Il settore Campaigning di Oxfam ha lanciato una campagna contro questi tagli, se vi interessa dare una sbirciatina o “take action” direttamente il link e’ il seguente: http://www.oxfamireland.org/php/campaigns-2009-03-aid-action.php.

Come si puo’ ben immaginare molte ONG non ce la faranno e chiuderanno entro la fine dell’anno. Oxfam se la cavera’ di sicuro, ma la conseguenza diretta sara’ una fortissima pressione sul settore Fundraising e sul settore Retail (quello che si occupa dei negozi di Oxfam) per coprire questo milione e piu’ di tagli. Includendo i costi, significa che Fundraising e Retail dovranno raccogliere almeno 3 volte tanto quanto raccolgono ora, e non sara’ facile con l’aria che tira.

Ma abbiamo moltissime attivita’ nuove nel paniere: un nuovo settore “Imprese, Fondazioni e Grandi Donatori”; un nuovo settore “Eventi”, che si occupera’ del lancio del maxi evento sportivo Trailtrekker; e una persona dedicata al Tax Claim Scheme, l’analogo del 5xmille. Insomma, il nostro manager ha avuto la vista lunga, e ha investito nella crescita dell’ufficio fundraising in tempo di boom economico, quando ancora era possibile. Ora dovremo solo far fruttare quanto e’ stato seminato.

trailtrekker

 

5 Responses to “Tempi duri”

  1. francesco Says:

    Qua di ong che chiudono non se ne ha notizie, ma magari i colleghi che ci lavorano dentro magari hanno delle informazioni…ma difficilmente uscirà qualcosa su internet..specialmente in Italia. Tieni duro e comunque almeno lì partite avvantaggiati, al fundraising ci avete sempre pensato, qui alcune ong non sanno neppure cos’è il fundraising, anzi c’è chi l’ufficio raccolta fondi lo chiude!

  2. Virginia Says:

    “Oxfam Ireland deplores today’s €100 million cut in Ireland’s aid budget and calls for an immediate reversal of this decision [...] This is the fourth cut in 10 months – demonstrating that the Irish Government sees the aid budget as a soft target. This cut will have a devastating impact on vulnerable people who are already struggling to cope with the crushing impacts of the global financial crisis, the food crisis and climate change.” -Jim Clarken, Chief Executive of Oxfam Ireland.

  3. Virginia Says:

    Alla peggio si pensava che il governo tagliasse i fondi per 80milioni di euro. Li ha tagliati per 100milioni… ahi.

  4. Federica Says:

    Da qui l’importanza di avere un ufficio fundraising che funziona davvero. Per fortuna Oxfam ce l’ha.
    Come dice Francesco, purtroppo qui in Italia sono davvero poche le ONG che ne hanno uno funzionante.
    Speriamo bene.

  5. Virginia Says:

    Beh, speriamo che funzioni!

    Ma il punto forte di Oxfam e’ la differenziazione delle fonti di finanziamento. 1/3 deriva(va) dal pubblico, 1/3 dai negozi, 1/3 dal fundraising.
    Venendo a mancare una delle fonti, le altre due riescono a reggere insieme perche’ compongono i 2/3 delle entrate totali.

    Anche all’interno del fundraising e’ bene differenziare: eventi, 5xmille, unwrapped, faccia a faccia, grandi donatori, direct marketing, etc… e in tempi di crisi questo diventa davvero uno dei punti forti.


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