Dunque sono usciti i risultati del questionario che ASSIF ha circolato quest’estate via blog, social media ed email. Luciano Zanin ne pubblica qui un riassunto, ma siamo in attesa dell’indagine completa.
- Il tema: il tuo lavoro di fundraiser e cosa vorresti da ASSIF.
- Hanno risposto: 393 persone.
- Il risultato: in parte scontato se si sono avute occasioni di networking con altri fundraiser, ma interessante: stavolta non sono solo chiacchere di corridoio, ma vere e proprie statistiche.
- Rilevanza dei dati: ehm… parziale.
Mi spiego: probabilmente si tratta sempre di quel gruppo di fundraiser “impegnati” e “digitalizzati” che scrivono blog, fanno networking, insegnano nelle scuole di fundraising in italia o le hanno frequentate, partecipano al festival del fundraising, e cosi’ via. Quindi – e qui dico qualcosa di scontato – un risultato parziale. Che non considera quelli che fanno fundraising ma ancora non lo sanno, quelli che hanno un approccio piu’ offline, quelli che sono un po’ spettatori del sistema fundraising in italia e non hanno l’abitudine di partecipare attivamente.
Nonostante cio’, quasi 400 persone hanno partecipato. Ad Agosto.
Ehi, mica male davvero!
Come ci insegna Seth Godin, un’idea diventa cambiamento reale quando c’e’ un leader che mette in connessione un gruppo di persone che veramente credono nella stessa cosa – i “true believers” – e li conduce. E per il fundraising io vedo tutti gli elementi positivi per il cambiamento:
- un gruppo di persone: i fundraiser italiani
- un movimento: i fundraiser “impegnati”
- un’idea in cui credere: una cultura del fundraising nel nonprofit e in Italia.
- un leader (spero): ASSIF
Grazie quindi Luciano (e Assif) per aver raccolto i risultati. Attendo con ansia l’indagine completa, ma soprattutto i passi successivi


Ciao Virginia,
grazie a te che ci segui e che ci aiuti. La tua ricerca non è stata vana, abbiamo tratto molte considerazioni dall’analisi delle associazioni “consorelle” europee. Eccoti il pdf della ricerca completa. E’ vero, magari sono i soliti “smanettoni”, ma come si vede dalla ricerca, anche di questi ce ne sono più fuori che dentro, ad Assif. Il nostro compito? Creare le condizioni per far sì che tutti coloro che lo desiderano e ne hanno le caratteristiche, possano entrare a partecipare attivamente a questa irripetibile opportunità che Assif rappresenta.
Citando il grande Gaber:
“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme,
non è il conforto di un normale voler bene,
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza, non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.”
Ti invio via mail i risultati completi della ricerca, pubblicali.
Un abbraccio
PS: tienici d’occhio perchè i prossimi passi saranno lunghi e ben distesi!
[...] Su suggerimento di Luciano, pubblico volentieri l’indagine di ASSIF sui fundraiser italiani alla quale ho accennato qualche giorno fa: [...]