“Quanto riconoscere in percentuale a chi fa fundraising” qualcuno ha scritto su Google, per poi arrivare sul mio blog. Non e’ la prima volta che vedo frasi del genere tra le statistiche di ricerca.
Dunque, la risposta e’: non si fa! Per quanto sembri una scelta sensata e spesso la piu’ facile per le organizzazioni che iniziano il loro percorso nella raccolta fondi professionale, purtroppo la risposta e’ che pagare un compenso a percentuale non e’ accettabile.
E’ dal 1964 che l’associazione dei professionisti del fundraising americana (AFP) dice che non e’ etico. Anche l’associazione italiana fundraiser, ASSIF, dice che non e’ etico. Anzi, non puoi essere socio ASSIF se sei pagato a percentuale per le tue prestazioni.
Perche’?
- Gli scopi dell’organizzazione nonprofit verrebbero messi in secondo piano rispetto al profitto personale;
- La fiducia che il donatore ha nei confronti dell’organizzazione potrebbe essere danneggiata per sempre;
- C’e’ il rischio che la ricerca del profitto personale prevalga sopra gli interessi del donatore;
- C’e’ il rischio che un compenso a percentuale dia una ricompensa seppur non meritata.
(tratto dal piu’ recente documento AFP sul compenso a percentuale, 2001)
Un esempio classico: accanirsi sulla cara vecchietta, di modo che io fundraiser riesca a pagarmi l’affitto. E’ un luogo comune, ma putroppo anche un rischio.

Piuttosto meglio una retribuzione fissa, anche se bassa, con la possibilita’ di premiare con bonus o premi il conseguimento degli obbiettivi raggiunti (e accordati in preventivamente e di comune accordo, aggiunge saggiamente il codice etico di ASSIF).
Non scrivo questo per i fundraiser che leggono i miei post, che sanno benissimo queste cose, ma per chi fa ricerche su internet per capire come fare soldi, a costi minimi, in fretta.
Una raccolta fondi professionale e’ basata sulla costruzione di relazioni vere e durature con i futuri donatori. Soprattutto all’inizio, serve tempo. Per essere etico, ed efficace nel lungo termine,
il fund raising deve essere vincolato alla mission, basato sull’azienda [nonprofit], guidato dai volontari e sostenuto da professionisti, in un ambiente libero da motivazioni improprie, ricompense irragionevoli, o comportamenti personalistici.
(tratto da Il compenso dei fundraiser: un problema di motivazione e di accountability, di Valerio Melandri. Un testo molto interessante per approfondire l’argomento)
