Tutti i numeri del Mobile Marketing maggio 21, 2012

Filed under: Direct Marketing — Virginia @ 9:32 am
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Per chi avesse ancora dubbi, e’ appena uscito uno studio di HighTable sull’utilizzo degli smartphone per il marketing, che ci dice che la spesa pubblicitaria via Mobile salira’ a $5,4 miliardi nel 2015. Che la sfida abbia inizio!

Clicca sull’immagine per vedere i dettagli.

HighTable_PocketMoney

 

La Rivoluzione marzo 19, 2012

The Revolution book coverMolto interessante questo eLibro gratuito (in inglese). Si chiama La Rivoluzione, e racconta delle trasformazioni che stanno cambiando le fondamenta del marketing e la comunicazione.

L’autore, John Suart, e’ un guru del nonprofit marketing in Canada, e dice:

Il cambiamento non e’ la tecnologia, e’ come la tecnologia ha cambiato chi siamo e cosa facciamo. Molte persone parlano di come i social media hanno cambiato il nonprofit. Ma la chiave [...] e’ comprendere come i social media hanno cambiato le persone.

Ma dove sta la rivoluzione? Secondo Mr Suart la rivoluzione riguarda:

  • Il potere delle persone: perche’ con la tecnologia abbiamo piu’ scelta, e perche’ l’informazione e’ a portata di mano. E con la scelta, viene il potere.
  • La guerra per l’attenzione delle persone. L’americano medio ogni giorno e’ bombardato da oltre 3000 messaggi di marketing. Qual’e’ il messaggio che scegliera’ di ascoltare?
  • La debolezza di pubblicita’ e PR. Sempre meno persone guardano la TV, leggono i giornali o ascoltano la radio. E anche la pubblicita’ online, che usa algoritmi per mostrare i messaggi “giusti” per ogni tipo di persona, non ha piu’ tanto potere per via dei troppi messaggi (punto precedente).
  • L’uniformita’ del nonprofit. Cio’ che funziona nel direct marketing e’ piuttosto limitato, per cui tutte le nonprofit tendono a produrre lo stesso tipo di design e prodotti. Tra l’altro, tutte le nonprofit si pensano “uniche” ma non lo sono – offrono gli stessi servizi di altre, hanno la stessa buona causa, etc.
    Insomma, viene a mancare la differenziazione, e l’unico modo per rimediare e’ spendere un sacco di soldi in pubblicita’, in branding, o in messaggi molto forti.
  • I Social Media, ovviamente. E’ uno strumento importante, ma forse anche sopravvalutato. Si spendono un sacco di soldi per crescere il numero di fan, quando in realta’ il ROI e’ davvero basso. I social media non sono un’arma per vincere l’attenzione delle persone ed eliminare la concorrenza, particolarmente senza una vera strategia alla base.
  • La rivoluzione senza fine. Social media, apps, smartphone, e chissa’ cos’altro ci protera’ il vicino futuro. La rivoluzione oggi e’ essere in grado di gestire il cambiamento continuo.

Un punto molto interessante che fa, secondo me e’ “the increasing cost of free publicity“. E mi viene da chiedermi quanto ci viene a costare in realta’ la pubblicita’ che e’ “gratuita” (social media, PR, e cosi’ via)? E come facciamo a calcolare costi e ROI?

Se penso solo al tempo che richede scrivere un blog post… :)

 

Pubblicita’ intelligente. Minority Report? No e’ reale, ed e’ nonprofit febbraio 20, 2012

Filed under: Fundraising nel Mondo — Virginia @ 10:28 am
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Una pubblicita’ intelligente, che riconosce il sesso della persona che la sta guardando e che cambia il contenuto di conseguenza.

Succedera’ a Londra questo mercoledi’, in una fermata dell’autobus della commercialissima Oxford Street.

Sara’ una pubblicita’ interattiva di 40 secondi, che utilizzera’ una tecnologia di riconoscimento facciale per determinare il sesso dello spettatore.

Solo le donne saranno in grado di vedere il video commissionato da Plan UK, una organizzazione di cooperazione internazionale. La pubblicita’, costata £30,000, fa parte della campagna “Perche’ sono una bambina” (Because I’m a Girl), che ha come obbiettivo quello di garantire formazione a bambine nei paesi in via di sviluppo.

Se il sistema riconosce un uomo, la pubblicita’ presentera’ un messaggio che lo portera’ ad andare sul sito internet dell’organizzazione.

Ma diventa ancora piu’ interessante. Il direttore generale di Plan UK, Marie Staunton, dice:

“We’re not giving men and boys the choice to see the full ad on this occasion – so they get a glimpse of what it’s like to have basic choices taken away,”

In pratica, ‘non vogliamo dare l’intero messaggio agli uomini, perche’ vogliamo che capiscano cosa significa quando le scelte fondamentali ti vengono negate’.

Qui potete trovare l’intero articolo (inglese).

Ovviamente organizzazioni in difesa della privacy sono in armi. Ovviamente e’ un opera di pubblicita’, ma anche (e soprattutto) di pubbliche relazioni. Ovviamente e’ anche un test.
Ma la mia preoccupazione e’ – su un piano piu’ pratico – la velocita’ con cui si muove il digitale, e la fatica che facciamo a starci dietro.

In un certo senso sono contenta, perche’ per una volta e’ un’organizzazione nonprofit a prendere il rischio, e ad essere protagonista di un’attivita’ di marketing davvero innovativa.

 

 
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