Fundraising a percentuale: non ci sto marzo 7, 2013

Filed under: Fundraising — Virginia @ 9:28 am
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I fundraiser d’Italia hanno lanciato una mini-campagna su Facebook: “Io non Lavoro a Percentuale”. E l’Assif (Associazione Italiana Fundraiser) sta lavorando alla campagna Percentuale Free. Bravi!

Io come sempre osservo dall’estero, dove il pagamento a percentuale non e’ neanche considerato, in quanto non etico.

Se lavori per una nonprofit e stai leggendo questo articolo perche’ vorresti pagare un fundraiser a percentuale, o stai considerando di accettare un lavoro a percentuale, ti prego di considerare una strategia alternativa!

Pagare a percentuale e’ umiliante per il fundraiser e per l’intera professione. Poi e’ considerata una scelta non etica dai fundraiser di tutto il mondo. Elena Zanella spiega molto bene sul suo blog:

PROPORRE un lavoro a percentuale nel nonprofit significa infrangere il primo tabù universalmente riconosciuto non solo dalle associazioni di categoria ma dall’etica stessa della professione e del settore in generale: ovvero, significa anteporre gli obiettivi di business a quelli di tutela del valore della persona. Di più, è un approccio altro rispetto allo spirito imprenditoriale perché manca di una delle sue fondamenta: la propensione al rischio. L’assunzione di parte del rischio è maturità. Diversamente, chiamiamolo pure opportunismo. Ma se l’opportunismo è tollerabile nel profit, diventa ipocrisia nel nonprofit. Lo specchietto per le allodole è il guadagno alto a fronte di un impegno di tempo da autogestire. La frustrazione per il raggiungimento degli obiettivi è invece la spada di Damocle sull’aorta del nonprofit.

In soldoni, con il lavoro a percentuale l’ONP non si assume alcun rischio e il fundraiser e’ solo a cercare di pagarsi il salario. Per questo c’e’ la possibilita’ che sia obbligato a dimenticare la relazione con il donatore (che e’ cio’ che garantisce la sostenibilita’ a lungo termine dell’organizzazione) per concentrarsi su attivita’ che fanno soldi SUBITO, ma non sono necessariamente lungimiranti.

Se il fundraiser invece e’ assunto, per lo meno con un contratto a termine, e’ parte integrante di un’organizzazione che crede nel fundraising. Il fundraiser pianifica la raccolta fondi, e il resto dell’organizzazione lo appoggia. Questo e’ l’unico modo per far funzionare il fundraising nel nonprofit.

Quindi se stai considerando di proporre o accettare un lavoro a percentuale, ti prego, riconsidera! Capisco che il clima sia difficile, ma guardando indietro ti renderai conto di aver fatto la scelta giusta.

Vuoi saperne di piu’?

Valerio Melandri sul Fundraising a Percentuale

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One Response to “Fundraising a percentuale: non ci sto”

  1. […] Grazie ad Assif il messaggio è lanciato, sia ai colleghi e alle organizzazioni non profit. Consiglio la lettura dei post di Paolo Ferrara, Elena Zanella, Massimo Coen Cagli, Stefano Malfatti, Raffaele Picilli, Virginia Tarozzi. […]


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