Dubliners and Fundraising

Come faccio fundraising in Irlanda

Oxfam in Haiti febbraio 3, 2010

Archiviato in: Oxfam — Virginia @ 3:36 pm

Fa un po’ impressione devo ammetterlo leggere il nome oxfam in un giornale italiano… Eccovi una parte del diario di una delle nostre operatrici sull’Unita’, di cui anche Ucodep pubblica diverse parti:

http://www.unita.it/news/mondo/94544/i_soccorsi_e_la_lenta_ricostruzione_di_haiti

http://www.unita.it/news/94216/il_diario_di_oxfam_lobitorio_finalmente_vuoto

 

Guardare nel futuro attraverso il Fundraising gennaio 28, 2010

Archiviato in: Fund Raising — Virginia @ 8:52 pm

Era appena conclusa la campagna natalizia. Scoppia l’emergenza Haiti e nel fundraising si ricomincia da capo.

Ad Oxfam Ireland abbiamo raccolto circa 800mila euro in due settimane, con circa 5000 donazioni e quasi altrettanti nuovi contatti/donatori, i quali stanno organizzando concerti, eventi, spettacoli, attivita’ di raccolta fondi per Haiti. Una cosa mai vista prima ad Oxfam Ireland, manco 5 anni fa per quell’altra grande emergenza che ha scosso le anime (e i portafogli) delle persone, lo Tsunami.

Il mio piano per i prossimi mesi prevedeva anche di venire a casa a fine gennaio per una visita, poi ho pensato a febbraio come opzione migliore, ora pare che fino a marzo non riusciro’ a lasciare la terra irlandese :(

Dal punto di vista umano, e’ inutile dirlo, il terremoto pare abbia portato l’inferno sulla terra. Personalmente, di fronte alle immagini in tv quasi mi viene da chiudere gli occhi. Oxfam ha perso due dei propri dipendenti nel terremoto, si possono contare numerosi morti e dispersi anche tra i famigliari del nostro staff ad Haiti. L’ufficio della capitale e’ distrutto per meta’.

Ma il fundraising alla fine dei conti e’ un buiseness, e cavalca l’onda di questo tipo di emergenze. La parola Haiti assume oggi un valore emotivamente magico per chi raccoglie fondi, una sorta di polvere di fata tipo Peter Pan che, dove usata, permette di volare. Poiche’ il fundraising deve andare avanti – in fondo ci sono altre terribili emergenze nel mondo che non hanno la “fortuna” di avere un tale richiamo mediatico – usare la parola Haiti oggi ti permette di arrivare prima e con piu’ forza al cuore delle persone. Cinico, no?

Per un fundraiser in questi momenti particolarmente e’ difficile lamentarsi del proprio lavoro o vantarsi dei propri successi, perche’ le persone non capiscono. Arrivo a casa ogni sera e incontro i miei coinquilini: la differenza tra me e loro e’ che loro possono lamentarsi finche’ vogliono del fatto che lavorano tanto, sono stressati, etc etc. Io no, anche se sono obbligata a passare i weekend in ufficio, lavoro 12 ore al giorno e ho dovuto rimandare le mie ferie. Perche’ come puoi lamentarti quando ci sono migliaia di persone morte, disperse, senza casa, senza piu’ famiglia??

Ma un fundraiser deve alla fine dei conti produrre soldi. Il fundraiser deve dare ad eventi come un terremoto un valore economico, deve coglierne le potenzialita’ e farle fruttare al meglio nel futuro. Il fundraiser cosi’ appare una figura estremamente cinica, forse piu’ che qualsiasi altra, piu’ dell’avvocato divorzista, il notaio, l’azienda funebre.

E tuttavia sono orgogliosa di essere un fundraiser. Per me il fundraiser e’ colui che e’ capace di mettere da parte tutti i moralismi e i luoghi comuni perche’ vede con chiarezza il punto di arrivo, il motivo per cui e’ necessario ad un’organizzazione. Il fundraiser non piange sugli eventi passati, ma usa le emozioni che ne derivano per migliorare il futuro.

Sono una fundraiser perche’ ho scelto la testa al cuore. Altrimenti penso che farei la scrittrice, la reporter, magari l’artista.

Mi scuso, pensieri in liberta’ stasera :) Un in bocca al lupo a tutti i fundraiser che si stanno occupando di Haiti in questi giorni

 

Ma e’ gia’ Natale?? dicembre 19, 2009

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 10:50 am

… continuo a chiedermelo ogni giorno quando entro in ufficio. Pare che si lavori tutto l’anno per questo momento: Natale e’ il momento in cui entriamo in contatto diretto con un gran numero dei nostri donatori, in cui la nostra squadra e’ piu’ coesa, in cui l’ansia del profitto e’ piu’ grande, in cui si fanno straordinari, si lavora nel fine settimana e si fanno un sacco di cene e bevute natalizie.

Pare incredible, e’ gia’ Natale.

Il mio assenteismo sull spazio virtuale dei blogger-fundraiser italiani e’ cosa di lunga data ormai, ma considerando quello degli altri pare che tutti siano stati travolti dalle attivita’ natalizie come me. Spero con tutto il cuore che questa sia una buona notizia, visto il clima e quella parola che inizia per C e finisce con RISI.

Noi, devo ammetterlo, stiamo facendo una gran fatica. L’Irlanda, quella con gli stipendi piu’ alti d’europa, quella con Google, IBM, Dell, quella in cui tutti investivano fino a due anni fa, quella piena di architetti, di stranieri venuti a lavorare, quella in continua costruzione ed espansione, oggi stenta a riconoscersi e non c’e’ segno di ripresa. E’ in questi momenti che si riesce a distinguere meglio i pessimisti dagli ottimisti, quelli che “non sara’ mai come una volta” e quelli che hanno riposto grandi speranze nel 2010.

Recession e’ una parola sulla bocca di tutti, particolarmente ora che e’ Natale. Una parola tristemente normalizzata a questo punto, quasi come pane, patate e guinness. E’ la parola lavoro che sta diventando un po’ piu’ ricercata.

Inutile nasconderlo, come tutti anche Oxfam fa fatica. Il governo nella finanziaria di Marzo ha tagliato gli aiuti internazionali di 225milioni di euro. Considerando che ci sono circa una decina di grandi agenzie non governative di un certo livello in Irlanda, fate voi i conti. Il fatto che Oxfam abbia deciso anni fa di diversificare le proprie fonti di profitto (i fondi governativi, il fundraising, i negozi dell’usato) finora ha limitato i danni, ma ci sono grandi ONG che hanno dovuto ritirarsi da intere paesi in via di sviluppo, abbandonando milioni e milioni di persone.

Ma io sono di quelle persone che per natura preferisce schierarsi con gli ottimisti.

Nel fundraising siamo partiti mooolto lenti. I primi giorni di dicembre stavamo temendo il peggio. Nell’ultima settimana pero’ le donazioni sono aumentate considerevolmente… dovremo solo imparare a giudicare gli introiti relativamente alla situazione sociale ed economica che ci circonda.

Penso che sia nei momenti di difficolta’ che l’essere umano impara a rialzarsi. La nostra squadra di fundraising giorno dopo giorno e’ piu’ coesa, i rapporti umani sono migliori, ci si aiuta piu’ volentieri e si apprezzano maggiormente gli sforzi degli altri. Posso dire che siamo sempre meno colleghi e sempre piu’ persone.
Ogni banconota o assegno che arriva in ufficio, a prescidere dall’ammontare della donazione, ha un peso piu’ grosso ai nostri occhi: non e’ piu’ unicamente denaro, classificato in base a codici o categorie di donazioni, una percentuale, un return on investment. Rappresenta invece una persona che condivide i tuoi valori a apprezza il tuo lavoro, che legge il bollettino che inviamo e probabilmente fa un sacco di altre buone azioni per migliorare il mondo in cui viviamo.

Insomma, non tutto il male vien per nuocere. In fondo, quand’e’ che abbiamo cominciato a parlare di Natale in termini di denaro?

 

Commenti sul Fundraising di Strada novembre 5, 2009

Archiviato in: Uncategorized — Virginia @ 2:09 pm

E’ un po’ che non aggiorno e che, ad essere sincera, non leggo molto degli altri blog sul fundraising. Queste cose vanno un po’ a ondate, ci sono periodi di piena e periodi in cui assisto passivamente a quello che mi accade intorno.

Non so se questo e’ un segnale di piena in arrivo, ma stamattina ho letto gli ultimi post del blog di Francesco Quistelli (sempre, devo dire, molto lucidi, informativi e completi) e ho aggiunto un commento che poteva tranquillamente essere uno dei miei post. Ma fa niente, se vi interessa l’argomento del Face to Face o Fundraising di Strada vi invito a leggere cio’ che ha scritto Francesco e, se vi va, anche il mio commento in calce.

 

Questo si’ che e’ fare Campaigning! agosto 20, 2009

Archiviato in: Campaigning — Virginia @ 10:05 am

Quelli di Greenpeace conoscono davvero il proprio mestiere.
Ecco a voi un sito web in-cre-di-bi-le per convincere il Giappone ad abbandonare la caccia alle balene.
Buon divertimento: www.send-a-whale.com

whales

 

Piccioni a Dublino agosto 13, 2009

Archiviato in: About Virginia — Virginia @ 9:11 am

“Virginia, c’e’ un tizio al piano di sotto che dice di conoscerti”
“Conoscermi? E chi??”
“Un tale, si chiama Stephen”
“Boh, non mi pare di conoscere alcun Stephen in irlanda…”

… 15 minuti piu’ tardi non mi vedo apparire il signor Pidgeon nel mio ufficio? Deve essere alla caccia di nuove opportunita’ in Irlanda, ho pensato. “Sono alla caccia di nuove opportunita’ in Irlanda”, mi ha detto. Poi ci siamo scambiati numeri di telefono e abbiamo pensato di andare a bere una birra la prossima volta che verra’ a Dublino.

Bisgona dire che il mondo (del fundraising) e’ proprio piccolino :)

 

Ikea globale agosto 11, 2009

Archiviato in: About Virginia, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 4:58 pm

11Vado un po’ fuori tema oggi per annunciare che Ikea ha aperto anche a Dublino, dopo una lunghissima attesa e tanti manifesti pubblicitari.

Sono stata sabato scorso, piu’ che altro per curiosita’, e la sorpresa e’ in pratica che non c’e’ sorpresa. E’ esattamente tale e quale l’Ikea di Bologna, metro quadro in piu’ metro quadro in meno: entrata a piano terra, primo piano showroom, camere da letto, salotti, cucine, bagni, stanza dei bambini, poi ristorante, polpette, salmone, bagni, poi al piano di sotto, pentole, piatti, tessuti, etc etc, fino all’angolo delle occasioni… ma ikea ha aperto appena una settimana fa, com’e’ possibile che l’angolo occasioni sia gia’ pieno di tutto??? (guarda caso, 1-2 mobili per ogni categoria, giusto giusto l’occasione che fa per me!)

Sono stata insieme ad un’amico polacco. Altra non-sorpresa: e’ tale e quale l’Ikea di Danzica.

Per quanto la libreria Billy e la sedia Poang siano di famiglia anche a casa di mia madre, c’e’ qualcosa dentro di me che trova la cosa un po’ opprimente, come il marchio Ikea stesse indirizzando i gusti di tutti, e tutti come pecore a seguire. Tra un po’ non diremo piu’ il mondo e’ bello perche’ e’ vario, ma il mondo e’ bello perche’ e’ Ikea.

Una differenza pero’ l’ho scovata, per fortuna: le polpette svedesi le mettono anche sulla pasta, insieme al pomodoro. Da noi non oserebbero…

 

Prendersi cura del marchio, anche negli Annunci di Lavoro agosto 4, 2009

Archiviato in: Fund Raising, Oxfam — Virginia @ 1:01 pm

limonata-emergenza-umanitariaIl marchio (da non confondersi con il Logo, che e’ solo la rappresentazione visiva/simbolica del marchio) e’ una delle risorse piu’ importanti a disposizione di una nonprofit e andrebbe usato con saggezza, modellato di modo che quello che le persone percepiscono quando entrano in contatto tua organizzazione e’ esattamente quello che tu vorresti che percepissero. Chi si occupa di brand management si occupa di dare indicazioni su come utilizzare il marchio, come comunicarlo ogni volta che l’organizzazione si espone al mondo. Mi rendo conto che poche organizzazioni si possono permettere un Brand Manager, neanche Oxfam Irlanda ne ha uno, ma non c’e’ motivo per cui i dipendenti/volontari non possano essere formati/informati su che cos’e’ il marchio e come utilizzarlo.

Il punto in pratica e’: tutto quello che fate comunica il vostro marchio e definisce il posizionamento (la percezione) nella mente del donatore o prospect. Allora perche’ non stare attenti anche quando pubblicate un annuncio di lavoro o per la ricerca di volontari?

Durante la mia pausa pranzo mi sono imbattuta in un annuncio di lavoro di Oxfam Gran Bretagna, una delle piu’ grandi organizzazioni non governative a livello mondiale… insomma dei veri professioinisti da cui anche le piu’ piccole organizzazioni possono trarre spunto. Date un’occhiata a questo ed in particolare al linguaggio che viene utilizzato:

Job: Regional Fundraising Manager, Oxfam GB

* Employer: Oxfam GB
* Posted: 04 Aug 2009
* Contract: Permanent
* Hours: Full Time
* Position: Regional Fundraising Manager
* Salary: £27,020 – £33,190 pa

Regional Fundraising Manager

Already proved your worth in regional fundraising? Then show what you can do with Oxfam’s name and backing in either the South- East Home Counties or the Midlands. Joining a new team, you’ll have all the autonomy you need to boost our community fundraising effort and help us tackle poverty worldwide.

Be challenged

Deciding the shape of our local community fundraising is the challenge here. Whether you join our new team in the South- East Home Counties or the Midlands, you’ll be blazing a trail – devising and implementing the strategy that allows fundraising groups to boost our income. It’ll be down to you to build the networks of supporters and plan the activity that’s right for your region. You might tap into existing networks like faith groups and fundraising societies, or capitalise on Oxfam initiatives such as Oxjam and Trailwalker/community walks. But however you marshal all the resources at your disposal, you’ll certainly harness enthusiasm and maximise the funds your region raises.

Be yourself

You’ll be starting with a blank canvas so a full address book and an intuitive feel for a good opportunity will get you off to a great start. And, as you’ll be focusing on mid-term growth, strong planning and decision-making skills will help you make your mark. Back all that up with community fundraising experience that’s honed your ability to manage budgets, hit targets and influence people, and you could soon be making the most of your creativity on our behalf.

About Oxfam

A simple, inescapable truth underlines everything we do at Oxfam. There’s enough wealth in this world to go around. It’s not unfortunate that people live in poverty. It’s unjustifiable. It’s not their problem. It’s ours too. And with the right support, we can beat poverty and injustice. More than 8,000 people already commit their time and talents to our campaigning, humanitarian and long-term development projects. Now we’re looking for yours.

To apply, visit www.oxfam.org.uk/jobs quoting ref: MKT590

Closing date: 27 August 2009.

A parte tutto, siete ancora in tempo a fare domanda ;)

 

In tempi di crisi anche qui luglio 31, 2009

Archiviato in: Dublino, Fund Raising, Irlanda e Irlandesi — Virginia @ 7:50 pm

É la prima volta in MESI che passo una serata in casa, da sola. Se non ho nulla da fare, ho sempre un sacco di coinquilini e coinquilini acquisiti che riempono le stanze della mio appartamentino al quarto piano. Cosi’ ho pensato di cogliere l’occasione e scrivere qualcosa sulla mi vita da fundraiser dublinese.

Per Oxfam Ireland le cose non vanno benissimo, ma questo d’altra parte e’ un aspetto in comune a pressocche’ tutte le charity irlandesi – e gran parte delle non profit mondiali. Tutte le altre 15 Oxfam al mondo registrano una perdita rispetto all’anno precedente, chi piu’ chi meno, persino il colosso Oxfam Gran Bretagna. Grande difficolta’ in particolare nel reclutare nuovi donatori, soprattutto per quanto riguarda le donazioni regolari: meno persone oggi si possono permettere il lusso di promettere donazioni nel futuro visto che l’incertezza regna sovrana, e chi se lo puo’ davvero permettere ci pensa sopra due volte comunque.

lotteriaIn tempi cosi’ e’ la richiesta di donazione che promette qualcosa in cambio che funziona meglio: non a caso iniziative tipo eventi e lotterie sembra che abbiano la meglio. Con Trailtrekker, il super-evento sportivo che si svolgera’ a Carlingford in Settembre, abbiamo messo insieme 90 squadre da 4 persone, ognuna delle quali per partecipare deve raccogliere per Oxfam almeno 2000euro (molte, ovviamente, ci porteranno di piu’); il target finale era di 100 squadre e penso che alla fine lo supereremo addirittura. Allo stesso tempo, nel giro di 1 settimana, la vendita dei biglietti per la Lotteria estiva ha gia’ prodotto oltre 10.000euro.

Ma a differenza di altri settori dove se non c’e’ vendita non c’e’ lavoro, per noi fundraiser le cose sono diverse. Se non ci sono donazioni il lavoro quadruplica, perche’ quadruplicano gli sforzi e le idee per trovare i fondi e pareggiare il bilancio, mentre i costi “non essenziali” vengono tagliati. L’intero team di cui sono responsabile e’ talmente tanto sotto pressione che il management si e’ convinto a reclutare un nuovo Fundraising Assistant a tempo pieno a partire da Settembre. Mica male…

A parte tutto, se si considerano le perdite che le altre organizzazioni irlandesi hanno subito negli ultimi 6 mesi, Oxfam Irlanda se la sta cavando piuttosto bene. Avere un -5% nella vendita al dettaglio nei nostri negozi, quando la vendita al dettaglio in generale in irlanda e’ calata del -20%, significa che in fondo stiamo facendo qualcosa di buono. Un segnale positivo insomma.

Non so quasi nulla della situazione italiana. Ma Oxfam Ireland a parte, le charity irlandesi non stanno bene per niente e un gran numero di queste, si sospetta, spariranno nei prossimi 2 anni e rimarranno solo le piu’ forti. Una sorta di che, speriamo, porti ad un’evoluzione della specie.

 

Per tutti i blogger di wordpress che fanno fundraising luglio 14, 2009

Archiviato in: Fund Raising — Virginia @ 2:22 pm

Vi consiglio di dare un’occhiata a questo link. E’ il nuovo widget di wordpress per fare fundraising online.

“now by adding the SocialVibe widget to your blog, you are able to earn donations for the charity of your choice by getting sponsored by a brand that appeals to you.

Each time someone visits your blog and engages with your brand (by rating a video, for example), you’re making a difference. That impact is immediately visible on your badge, i..e., ‘My blog has provided 63 cups of clean water for people in need.’

The money donated comes from your brand, so you and your readers never have to pay a dime.”

socialvibe